Digital Talks

Intervista Prof. Stefano Carugo

Per il 1° appuntamento di Digital Talks abbiamo incontrato il Prof. Carugo, Direttore UOCCardiologia – Policlino di Milano, Professore Associato – Malattie dell’Apparato Cardiovascolare – Università degli Studi di Milano e Responsabile Regionale della Società Italiana di Cardiologia – Regione Lombardia.

Intervista Prof. Giuseppe Patti

Per il 2° appuntamento di Digital Talks abbiamo incontrato il Prof. Patti, Direttore della Cattedra di Cardiologia – Università Piemonte Orientale, Direttore Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare – AOU Maggiore della Carità di Novara, Presidente Gruppo di Studio ATBV.

Intervista Dott. Giuseppe Musumeci

Terza intervista del format in cui incontriamo vari Key Opinion Leader e non solo del settore healthcare, all’insegna del costante aggiornamento, della qualità e della formazione 2.0.
Incontriamo il Dott. Giuseppe Musumeci, Direttore SC Cardiologia – Ospedale Mauriziano di Torino.

Intervista Dr.ssa Battistina Castiglioni

Quarto appuntamento di Digital Talks oggi incontriamo la Dr.ssa battistina castiglioni Direttore SC Cardiologia – Ospedale di Tradate – Capo Dipartimento Cardiovascolare ASST Sette Laghi Varese.

Intervista Prof. Furio Colivicchi

Quinta intervista di Digital Talks incontriamo il Prof. Furio Colivicchi, Direttore U.O.C. Cardiologia, Presidio Ospedaliero S. Filippo Neri di Roma, Presidente Nazionale ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri).

Intervista Prof. Pasquale Perrone Filardi

Sesta intervista di Digital Talks Incontriamo il Prof. Pasquale Perrrone Filardi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Presidente Eletto SIC (Società Italiana Cardiologia).

Intervista Prof. Fabrizio Oliva

Settima intervista del format in cui incontriamo vari Key Opinion Leader e non solo del settore healthcare, all’insegna del costante aggiornamento, della qualità e della formazione 2.0.
Incontriamo il Prof. Fabrizio Oliva, Direttore Cardiologia 1 – Emodinamica Ospedale Niguarda Milano, Presidente Eletto ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri).

Intervista Prof. Loreto Gesualdo

Ottavo appuntamento del format in cui incontriamo vari Key Opinion Leader e non solo del settore healthcare, all’insegna del costante aggiornamento, della qualità e della formazione 2.0.
Incontriamo il Prof. Loreto Gesualdo , Direttore SC Nefrologia, Dialisi e Trapianto A.O.U. Consorziale Policlinico di Bari, Presidente della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Bari.

Intervista Dott. Ferdinando Varbella

Nono appuntamento del format in cui incontriamo vari Key Opinion Leader e non solo del settore healthcare, all’insegna del costante aggiornamento, della qualità e della formazione 2.0.
Incontriamo il Dott. Ferdinando Varbella, Direttore S.C. Cardiologia – Ospedale di Rivoli (To).

Intervista Prof. Italo Porto

Decimo appuntamento del format in cui incontriamo vari Key Opinion Leader e non solo del settore healthcare, all’insegna del costante aggiornamento, della qualità e della formazione 2.0. Incontriamo il Prof. Italo Porto, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche DiMi – Università degli Studi di Genova.

Intervista Dott. Federico Nardi

Undicesimo appuntamento del format in cui incontriamo vari Key Opinion Leader e non solo del settore healthcare, all’insegna del costante aggiornamento, della qualità e della formazione 2.0. Incontriamo il Dott. Federico Nardi, Direttore S.C. Cardiologia Ospedale Santo Spirito Casale Monferrato (AL), Direttore Dipartimento Strutturale Medico ASL Alessandria.

Intervista Prof. Marco Metra

Marco Metra, direttore dell’Unità complessa di Cardiologia dell’Università degli Spedali Civili di Brescia, professore ordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare nell’Università degli Studi della stessa città e fra i relatori dell’edizione di A Tutta Forxa ci spiega come: “La terapia dell’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta è ora basata su quattro gruppi di farmaci principali: fra questi, gli inibitori Sglt2 si distinguono per assenza di effetti emodinamici su pressione arteriosa o frequenza cardiaca e si somministrano solo una volta al giorno e con dose fissa. Di conseguenza, problemi di titolazione e di politerapia relativi ad altri farmaci in questo caso sono ridotti al minimo”

Intervista Dott. Giuseppe Musumeci

“Abbiamo parlato di una nuova classe di farmaci, nuova almeno per i cardiologi, gli inibitori del SGLT2. – commenta il Dott. Giuseppe Musumeci, direttore S.C. Cardiologia, Ospedale Mauriziano di Torino, componente del Board Scientifico e relatore di A tutta Forxa. – Sono dei farmaci nati per il paziente diabetico che hanno dato risultati estremamente favorevoli nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra, quindi nei pazienti con scompenso cardiaco. Testati nello scompenso cardiaco, indipendentemente dal diabete, hanno garantito una riduzione di mortalità cardiovascolare e nuovi episodi di scompenso, sono farmaci di semplice utilizzo, praticamente privi di effetti collaterali.”

Intervista Prof. Pasquale Perrone Filardi

Abbiamo intervistato il Prof. Pasquale Perrone Filardi, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Presidente Eletto SIC Società Italiana di Cardiologia, che sull’introduzione delle nuove linee guida per lo scompenso cardiaco della European Society of Cardiology ha detto: “La più grande novità delle linee guida del 2021 sullo scompenso cardiaco è quella di aver superato, dal punto di vista dell’algoritmo terapeutico, un processo di implementazione sequenziale delle terapie Evidence Based dello scompenso basato sulla persistenza dei sintomi e sull’introduzione successiva di classi farmacologiche con comprovato beneficio.”

Intervista Prof. Giuseppe Patti

Quattro chiacchere sugli SGLT2i con il Prof. Giuseppe Patti, Direttore della Cattedra di Cardiologia – Università degli Studi del Piemonte Orientale, Direttore Dipartimento Toraco-Cardio-Vascolare – AOU Maggiore della Carità di Novara, Presidente Gruppo di Studio ATBV, che afferma: ” Recentemente le linee guida si sono caratterizzate per un cambio totale di paradigma, adesso le raccomandazioni sono verso un utilizzo precoce anzi quanto più precoce possibile, anche in contemporanea delle diverse categorie di farmaci che hanno dimostrato la riduzione di mortalità nei pazienti con scompenso cardiaco”.

Intervista Prof. Fabrizio Oliva

Quattro chiacchere sugli SGLT2i con il Prof. Fabrizio Oliva, Direttore Cardiologia 1 – Emodinamica, Ospedale Niguarda Milano, Presidente Eletto ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, che sostiene: “Sicuramente gli SGLT2i rappresentano una delle più importanti innovazioni terapeutiche in ambito cardiovascolare, li abbiamo mutuati dalla Diabetologia, dove hanno dimostrato finalmente di poter ridurre gli eventi cardiovascolari nel paziente diabetico, abbiamo visto dei risultati eclatanti e li abbiamo portati nell’ambito cardiologico, nell’ambito dello scompenso cardiaco e ci sono stati risultati ugualmente eclatanti e rilevanti nel paziente con scompenso cardiaco a funzione sistolica ridotta.”

Intervista Dott. Andrea Di Lenarda

Quattro chiacchere sugli SGLT2i con il Dott. Andrea Di Lenarda, Direttore SC Centro Cardiovascolare, Direttore Centro di Medicina dello Sport A.S.U.I.T.S. – Trieste, che sostiene: “Le ultime linee guida ci propongono un cambio di paradigma sul trattamento dello scompenso cardiaco, sull’introduzione dei quattro farmaci che si sono dimostrati efficaci nei pazienti con frazione d’eiezione ridotta dalle evidenze dei trials randomizzati e controllati. La novità è l’introduzione, con le linee guida del 2021, degli SGLT2i che vanno a completare la triade composta dagli inibitori del sistema renina angiotensina, dagli anti auto-steronici e dai beta bloccanti.”

Intervista Prof. Michele Senni

Quattro chiacchere sugli SGLT2i con il Prof. Michele Senni, Direttore Cardiologia I e Dipartimento Cardiovascolare A.S.S.T. Papa Giovanni XXIII – Bergamo, Professore Straordinario di Malattie dell’apparato cardiovascolare – Università degli Studi di Milano-Bicocca che afferma: “Una nuova visione del paziente cardiologico inteso in maniera più ampia: in cui al paziente cardiologico si può affiancare il paziente diabetologico e il paziente con insufficienza renale; perché questa triade di malattie porta alla creazione di un circolo vizioso. Questo circolo vizioso è collegato al fatto che abbiamo imparato come in effetti i pazienti con diabete muoiano prevalentemente per cause cardiovascolari ed è lo stesso per i pazienti con insufficienza renale”.

Intervista Dott. Graziano Di Cianni

Abbiamo incontrato il Dott. Graziano Di Cianni, Direttore U.O.C Diabetologia e Malattie Metaboliche ASL Toscana Nordovest, Presidente Nazionale AMD Associazione Medici Diabetologi per parlare di come cambia lo scenario nella cura del paziente diabetico con la Nota 100 e della direzione in cui deve andare la gestione del paziente diabetico.“Cambia lo scenario in maniera sostanziale, perché consente ai Medici di Medicina Generale la prescrizione di farmaci innovativi, sicuri dal punto di vista cardiovascolare e renale, quindi dà la possibilità al paziente di essere curato al meglio. Non più treat to target ma treat to benefit, il paziente va curato nel suo complesso, noi dobbiamo mettere a target non solo la glicemia, ma mettere a target e in sicurezza tutte le possibili patologie associate alla malattia diabetica”.

Intervista Prof. Robert P. Giugliano

In occasione del congresso ReChange abbiamo incontrato Robert P. Giugliano – Professore di Medicina alla Harvard Medical School di Boston, Medicina e ricerca clinica cardiovascolare negli studi clinici cardiovascolari Brigham and Women’s Hospital, Boston – per parlare della sua relazione e considerando il contesto pandemico, quale scenario si aspetta per i prossimi anni. “Le prove sono cresciute a un ritmo così rapido che ora sappiamo, da studi che hanno più di 30 anni, che le statine in dosi elevate riducono le LDL e prevengono futuri eventi cardiovascolari, poi più recentemente abbiamo dati con Ezetimbe e Non-Statin che mostrano benefici maggiori rispetto alle statine e poi negli ultimi anni con gli inibitori PCKS9 che possono ottenere livelli di LDL anche al di sotto di 1 mmol/L. Quindi è chiaro il modello nel corso degli anni: più è basso l’LDL, più intenso è il trattamento, meglio è.”

Intervista Dott. Riccardo Candido

Abbiamo incontrato il Dott. Riccardo Candido, Responsabile S.S. Centro diabetologico distretto 4 -ASUGI per parlare di quanto è importante intensificare precocemente il trattamento nella cura del diabete. “I dati di letteratura ci dicono che solo nel 50% dei casi noi riusciamo nella pratica clinica a portare a target il paziente con diabete per quanto riguarda il controllo glicemico. La difficoltà di raggiungere gli obiettivi di cura vale, non solo per la glicemia, ma anche per gli altri fattori di rischio che comunemente caratterizzano la persona con il diabete. I dati degli annali AMD ci dicono che circa l’80% dei pazienti oltre ad avere un diabete di tipo 2 ha un’obesità o un sovrappeso, ha un’ipertensione arteriosa e ha una dislipidemia. Questi dati ci impongono pertanto nella scelta terapeutica che facciamo per il nostro paziente, di essere precoci e di essere anche aggressivi, solo in questo modo riusciremo, già da subito, a raggiungere un adeguato controllo glicemico.”

Intervista Prof. Renato Mantegazza

“La consapevolezza è il primo elemento critico nella gestione della malattia” Oggi è la giornata mondiale della 𝗠𝗶𝗮𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗮 𝗚𝗿𝗮𝘃𝗶𝘀, una malattia rara autoimmune che interessa, secondo le stime, 17.000 persone in Italia di cui il numero dei pazienti effettivamente diagnosticati nei centri di riferimento, arriva a circa 4.000 persone. La patologia colpisce le giunzioni neuromuscolari, provocando debolezza con affaticamento dei muscoli volontari, si verifica quando il sistema immunitario attacca i recettori per l’acetilcolina, uno dei neurotrasmettitori più importanti nel corpo. 𝗠𝗶𝗮𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗮 𝗗𝗮𝘆 è un progetto  dedicato alla consapevolezza di questa malattia, è fondamentale renderla il più conosciuta possibile, far sì che i medici specialisti siano consapevoli della sua esistenza, di come vada gestita e dei trattamenti disponibili per garantire una migliore qualità di vita del paziente

Intervista Prof.ssa Amelia Evoli

𝗠𝗶𝗮𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗮 𝗗𝗮𝘆: 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 Il Miastenia Day è nato con l’obiettivo di far incontrare gli esperti in Miastenia Gravis per fare il punto sulla gestione di questa patologia, condividere esperienze e confrontarsi su temi come l’avvento delle nuove terapie e le innovazioni diagnostiche più avanzate. Con Miastenia Day è stato possibile fotografare lo stato dell’arte di quello che è oggi lo standard italiano di diagnosi e cura della Miastenia Gravis. La necessità di un sito nasce dal voler fornire ai pazienti un mezzo semplice e moderno, per avere informazioni scientificamente attendibili sulla malattia, sui nuovi trattamenti, sui trial in corso e aprire una finestra di dialogo attraverso la quale è possibile condividere i loro problemi, porre domande specifiche, oppure semplicemente entrare in contatti con gli esperti in Miastenia Gravis.

Intervista Mariangela Pino

Quattro chiacchiere sulla Miastenia Gravis con Mariangela Pino
Conoscere la Miastenia Gravis attraverso le parole di Mariangela Pino, che ha portato la sua testimonianza durante il Miastenia Day.
Il suggerimento che posso dare a un paziente che come me si è approcciato alla malattia, in prima battuta è sicuramente quello di non scoraggiarsi, il percorso può essere articolato, variegato e piuttosto difficile, ma lo spirito con cui la si affronta è fondamentale.
Si può convivere con la Miastenia, l’importante è lasciarla sempre un passo dietro di noi.

 

Intervista Prof. Francesco Habetswallner

La diagnosi della Miastenia Gravis spesso può arrivare in ritardo, questo è un dato documentato da diversi studi epidemiologici, tra la comparsa dei sintomi e una diagnosi corretta trascorre molto tempo, in media più di un anno, questo dipende dalla gravità della patologia e dalla variabilità dei quadri di esordio. Per uno specialista neurologo che si occupa di Miastenia è abbastanza facile sospettare la malattia nella maggior parte dei casi. Il nodo cruciale è rappresentato dai medici di medicina generale che, essendo i primi a vedere il paziente possono orientarlo allo specialista corretto consentendogli di avere una diagnosi precoce, al contrario un mancato riconoscimento della patologia può portare ad una diagnosi tardiva.

Intervista Prof. Carmelo Rodolico

Nonostante i vari progressi che ci sono stati negli ultimi anni riguardo la possibilità di diagnosticare forme di patologie sempre più complesse, per la Miastenia ci sono ancora dei ritardi nella diagnosi e questo è un aspetto che bisogna colmare. I ritardi nella diagnosi, per fortuna, in parte si stanno accorciando riguardo le tempistiche per una diagnosi corretta, ma ci sono pazienti che fanno dei percorsi un po’ atipici, attraverso l’oculista, piuttosto che l’otorino, a seconda dei sintomi che si palesano all’esordio della patologia. Questo presuppone una maggiore diffusione delle conoscenze in ambito medico per poter colmare questo divario che ancora c’è rispetto ad altre patologie. Eventi formativi che coinvolgano il Medico di Medicina Generale, piuttosto che lo specialista sul territorio, sono i benvenuti proprio per diffondere ed ampliare la conoscenza di questa patologia, così che si possa fare una diagnosi il più presto possibile e indirizzare il paziente in un percorso di gestione terapeutica multidisciplinare ottimale.

Intervista Prof. Rocco Liguori

Il ruolo fondamentale del PDTA delle Miastenie deve rispondere a degli obiettivi principali di presa in carico del paziente e questo ovviamente attiene non solo a dei chiari criteri di accesso, quindi a diagnosi precoce e di presa in carico del paziente. Una volta che il paziente è stato preso in carico ci deve essere un’organizzazione multidisciplinare in grado di determinare un percorso ottimale al paziente che riguardi non solo assistenza e cura in ambito neurologico, ma eventualmente, a seconda della complessità della patologia, coinvolgere altre discipline e servizi che si devono mettere a disposizione, integrandosi nelle varie attività per offrire al paziente le migliori condizioni di cura. Un altro aspetto fondamentale da considerare in tutti questi percorsi è la riacutizzazione della patologia. I pazienti che convivono con la Miastenia Gravis possono presentare una crisi che ovviamente deve essere intercettata dalle strutture competenti e trattata in maniera adeguata. Per questo è necessario informare, in maniera preventiva, attraverso le dovute segnalazioni, il 118 ad esempio, e i vari punti di coordinamento assistenziale.

Intervista Dott. Michelangelo Maestri Tassoni

𝗚𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗠𝗶𝗮𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗮 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶, sicuramente avere uno stile di vita sano da un punto di vista generale è importante. Due sono i fattori da tenere particolarmente in considerazione:

– 𝗟’𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮, 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗮̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗮 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗹𝘂𝗻𝗴𝗮𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝘃𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗮. Nei momenti in cui la malattia è ben controllata un’attività fisica prevalentemente aerobica e con pause, va mantenuta, al contrario nelle fasi acute di malattia l’attività fisica non è da consigliare.

– 𝗟𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗮, soprattutto perché allo stato attuale ci sono molti pazienti in terapia corticosteroidea, dove l’utilizzo dello steroide crea una serie di problemi che devono essere tenuti in considerazione, il cortisone generalmente aumenta il rischio di obesità, di diabete e di avere elevati livelli di steroidi, quindi 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗱𝗶𝗹𝗶𝗴𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗱𝘂𝗰𝗲 𝗹’𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶 𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗯𝗼𝗶𝗱𝗿𝗮𝘁𝗶, con particolare 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝗮𝗹𝗲 per evitare il rischio di ipertensione, è molto importante.