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Progetto HEART & KIDNEY Cuore e rene: la gestione del paziente con diabete di tipo 2 dalla real life ai nuovi orizzonti terapeutici

Progetto HEART & KIDNEY Cuore e rene: la gestione del paziente con diabete di tipo 2 dalla real life ai nuovi orizzonti terapeutici

17/12/2020

Piove di Sacco

CORSO RES

Il diabete è una patologia cronica a larghissima diffusione in tutto il mondo. In Italia si stima che la prevalenza del diabete noto dia di circa il 5,5% con valori più alti all’aumentare dell’età. L’impatto sul consumo di risorse del SSN è elevatissimo e crescerà ancora nei prossimi anni a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e all’aumento dell’obesità legato alle modificazioni dello stile di vita dei Paesi occidentali. Il diabete rappresenta il paradigma della cronicità e della complessità clinica, esigendo una forte integrazione tra le diverse figure assistenziali: cure primarie, specialista diabetologo e tutti gli specialisti coinvolti nel trattamento delle complicanze. La gestione di tale patologia e delle relative complicanze presuppone l’aggiornamento continuo dei dati di riferimento scientifici che, attraverso le evidenze, diventino la base di riferimento nella pratica clinica. Le nuove terapie ipoglicemizzanti hanno portato evidenze importanti nella riduzione delle ipoglicemie e in ambito di sicurezza cardiovascolare. IL fine dell’incontro risiede nel tracciare una possibile strada per la gestione ottimale dei pazienti tra Specialisti. Poi in una seconda fase interverrà la seconda componente fondamentale della questione e cioè il ruolo della terapia diabetologica nella protezione cardiovascolare. Questa è una strada senza ritorno e cioè una via da perseguire con tenacia e risolutezza fornendo al paziente diabetico la migliore terapia possibile e soprattutto la terapia più sicura, patogenetica e anche dotata di elementi che ne caratterizzino l’efficacia oltre la glicemia su tutte le componenti patogenetiche che si associano al danno cardiovascolare e cardio cerebrovascolare.
Il diabete tipo 2 (DT2) è il principale fattore responsabile dell’incremento globale, nelle ultime decadi, dell’insufficienza renale e della malattia renale terminale. In atto, l’unica terapia approvata per la nefroprotezione nel DT2 è il blocco del sistema renina-angiotensina mediante ACE-inibitori (ACE-I) o sartani. Gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2-i) sono farmaci ipoglicemizzanti che, in corso di studi di sicurezza cardiovascolare (CV), hanno dimostrato la capacità di ridurre l’incidenza di eventi CV: analisi su outcome secondari di tali studi suggeriscono che gli SGLT2-i possano avere effetti renali favorevoli, con il limite, però, che la popolazione in esame era a basso rischio di insufficienza renale, con un numero esiguo di pazienti che raggiungeva la malattia renale terminale.

Più recentemente, gli antagonisti del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2) hanno riscosso un crescente interesse per i documentati effetti di protezione cardiovascolare, particolarmente per quanto riguarda lo scompenso cardiaco. Gli SGLT2 inibitori (o gliflozine) includono tre molecole l’empagliflozin, il canagliflozin e il dapagliflozin, approvati in Italia per il trattamento del diabete di tipo 2 in mono-somministrazione giornaliera, con un profilo di safety superiore rispetto ad altri ipoglicemizzanti orali. Le gliflozine inibiscono selettivamente SGLT2 a livello del tubulo renale, inducendo diuresi osmotica con riduzione del riassorbimento prossimale di glucosio e sodio. Questi farmaci hanno dimostrato efficacia anche sulla riduzione del peso corporeo, della pressione arteriosa e della rigidità vascolare e la riduzione della proteinuria e dell’uricemia, con meccanismi che peraltro sono tuttora oggetto di studio.
A tal proposito si inserisce lo studio CREDENCE multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto partendo da un outcome primario composito che era costituito dall’incidenza di malattia renale terminale, raddoppio dei livelli basali di creatinina o morte per cause renali o CV. Sono stati prespecificati vari outcome secondari, primo un composito di morte CV e ospedalizzazione per scompenso cardiaco, secondo un composito di morte CV, infarto del miocardio (IM) e ictus, terzo l’incidenza di ospedalizzazione per scompenso cardiaco e altri ancora, nonché outcome di sicurezza.

Obiettivo del Corso è far confrontare gli specialisti nella gestione del paziente con diabete di tipo 2 per individuare la nuova via maestra da seguire nei prossimi anni. Gestire il paziente con plurime patologie partendo dall’approccio al paziente diabetico anziano nel quale il rischio cardiovascolare è fortemente amplificato dalle condizioni proprie dell’età geriatrica, ovvero della sua vulnerabilità, dell’alto grado di comorbilità, della poli patologia e delle problematiche connesse con gli effetti avversi dei farmaci e della poli farmacoterapia, sarà un obiettivo sfidante. Quindi parlare di diabete mellito e rischio cardiovascolare nell’anziano vulnerabile e fragilee con problematiche renali vorrà dire trattare di alcuni argomenti rilevanti che vanno anche ad impattare aspetti quali l’eccesso di prescrizione e la scarsa aderenza alla terapia.


L'evento si terrà il 17 dicembre a Piove di Sacco (PD), dalle 16:00, con la sponsorizzazione non condizionante di MUNDIPHARMA.


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