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WEBINAR LIVE: Quando la quotidianità cambia forma. come gestire lo stress, il trauma ed evitare il burnout nel post-emergenza

WEBINAR LIVE: Quando la quotidianità cambia forma. come gestire lo stress, il trauma ed evitare il burnout nel post-emergenza

12/06/2020

CORSO FAD

L’epidemia da coronavirus imperversa sull’Italia e sul resto del mondo. Una corsa contro il tempo che, al momento, sembra essere inarrestabile. 
Nei decessi italiani la comorbilità più rappresentata è l'ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e il diabete.
Il 26 febbraio scorso, la prestigiosa rivista scientifica The Lancet ha pubblicato uno studio, realizzato da sette ricercatori del Dipartimento di psicologia medica dell’università britannica King’s College di Londra, dedicato proprio agli impatti psicologici della quarantena da coronavirus, suggerendo alcuni accorgimenti da prendere. Seguendo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), gli scienziati non hanno condotto un vero e proprio esperimento, che avrebbe richiesto tempi più lunghi, ma hanno fatto una panoramica della letteratura scientifica (quella che in gergo specialistico si chiama review) in materia di quarantena per trarre delle conclusioni applicabili alla pandemia da Covid-19. In totale, i ricercatori hanno trovato sul tema 3.166 pubblicazioni scientifiche, da cui hanno selezionato oltre 20 studi, condotti in dieci Paesi diversi – dalla Cina al Canada, passando per la Liberia e il Senegal – e dedicati alle misure di quarantena messe in campo dal 2003 in poi per contrastare la diffusione di malattie come la Sars, l’Ebola o l’influenza pandemica H1N1.
Il risultato è il rafforzamento, sotto quarantena, di diversi stressor, ossia di quegli stimoli esterni che sono fonte di stress. Tra questi, gli stressor più diffusi sono la durata della quarantena, la paura di essersi contagiati (e anche quella di poter contagiare gli altri, in particolare i famigliari), la noia, la frustrazione e l’essere privi di beni necessari, non solo alimentari o per la salute, ma anche immateriali, come quelli legati all’informazione.
Da qui può derivare il burnout: una volta si parlava di logorio della vita moderna, oggi per definire questo fenomeno usiamo il termine inglese burnout, che significa, alla lettera, “bruciarsi” e per estensione 'esaurirsi'. E’ in ogni caso una parola che ben descrive lo stato di profondo sfinimento e di logorio fisico ed emotivo che si prova quando si vive per molto tempo in un ambito lavorativo troppo faticoso.  Il disturbo è stato riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che lo ha indicato non come una malattia vera e propria, ma come uno stato legato al lavoro che può influire sulla salute delle persone. E’ dunque importante riconoscerlo e fare il possibile per difendersi.  Il burnout è generalmente definito come una sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale, che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate (possiamo considerarlo come un tipo di stress lavorativo). Generalmente nasce da un deterioramento che influenza valori, dignità, spirito e volontà delle persone colpite.
La sindrome del burnout ha maggiore probabilità di svilupparsi in situazioni di forte divario tra la natura del lavoro e la natura della persona che svolge quel lavoro. Molti contesti lavorativi richiedono una forte dedizione ed un notevole impegno, sia in termini economici sia in termini psicologici e, in certi casi, i valori personali sono messi in primo piano a scapito di quelli lavorativi. Le richieste quotidiane rivendicate dal lavoro, dalla famiglia e da tutto il resto consumano l’energia e l’entusiasmo del lavoratore.
Quando poi successo, conquista ed obiettivi (spesso troppo ambiziosi) sono difficili da conseguire, molte persone perdono la dedizione data a quel lavoro, cercano di tenersi a distanza pur di non farsi coinvolgere e, spesso, diventano cinici.
In questo momento così difficile, tutti sentono il bisogno di essere ascoltati, supportati e rassicurati: gestire lo stress e conservare l’energia fisica e psicologica è di fondamentale importanza.


PROGRAMMA WEBINAR

15.45 Inizio collegamenti

16.00 Introduzione ai lavori e obiettivi del corso

I SESSIONE
Pasquale Perrone Filardi

COVID-19 E POST-EMERGENZA REALTA’ ATTUALE: qual è il contesto clinico attuale?
Paziente cardiovascolare e COVID-19 come ritornare alla realtà

II SESSIONE
Claudia Finocchiaro

Gestire le emozioni in emergenza: possibili scenari e strategie
Gestione dello stress nei professionisti sanitari coinvolti nell’emergenza

Prevenire il burnout e la traumatizzazione vicaria negli operatori sanitari
- Prendere consapevolezza del problema
- Cambiare rotta
- Staccare la spina
- Piccoli traguardi

Gli effetti della traumatizzazione anche a mesi di distanza.
Gestire l’ansia somatica

Come cambia la comunicazione in epoca di COVID19
Quale scenario troveremo quando si tornerà alla normalità negli ospedali e bisognerà relazionarsi con medici stanchi e sfiniti dall’emergenza
(quelli direttamente coinvolti nell’emergenza sanitaria) o con medici che avranno un carico di lavoro più che raddoppiato (quelli che si sono
dovuti fermare con gli ambulatori) e che dovranno recuperare il tempo e quanto rimasto indietro.

Comunicazione medico paziente: cosa si potrebbe verificare in ambulatorio in termini di reazioni rispetto alla situazione in corso (fase 2).

Gestire le emozioni dei pazienti: rabbia, paura, tristezza. Come interloquire con il caregiver

Valorizzazione dell’aspetto familiare nel contesto attuale

17.30 Domande e risposte live
Claudia Yvonne Finocchiaro, Pasquale Perrone Filardi

18.00 Chiusura

Il corso webinar FAD è in programma il prossimo 12 giugno 2020 presso la nostra piattaforma FAD https://fad.summeet.it/course/index.php con la sponsorizzazione non condizionante di BAYER.


Location

Website evento

www.fad.summeet.it
Summeet S.r.l.
Via Paolo Maspero, 5
21100 - Varese
P.IVA: 03106080124

Tel. +39 0332 231416
Fax +39 0332 317748
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