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PROGETTO “DI@NET 3.0” Il paziente diabetico nel 2020: real life e nuove opzioni terapeutiche

PROGETTO “DI@NET 3.0” Il paziente diabetico nel 2020: real life e nuove opzioni terapeutiche

12/06/2020

CORSO FAD

Il Diabete Mellito tipo 2 è in costante crescita e si associa a gravi complicanze e/o comorbidità, quali l’insufficienza renale cronica, la cardiopatia ischemica cronica, l’insufficienza cardiaca, le vasculopatie cerebrali, le epatopatie croniche, le neuropatie centrali e periferiche o le patologie neoplastiche. La prevalenza della malattia, inoltre, è particolarmente elevata in età geriatrica, in pazienti con un fenotipo clinico più vulnerabile, il che rende la gestione clinica difficile ed insidiosa. Numerose altre barriere che ricadono sia sugli operatori sanitari che sul paziente ostacolano un efficace processo di cura della malattia diabetica. La terapia della malattia, con la disponibilità delle nuove classi di farmaci, rappresenta anch’essa un ulteriore fattore che aumenta la complessità. In questo contesto è necessario evitare accuratamente le ipoglicemie, spesso associate all’utilizzo dei farmaci più vecchi ancora largamente in uso, e favorire la scelta di molecole che rallentano il decorso clinico della malattia al fine di prevenire le complicanze micro e macrovascolari e meglio gestire le eventuali comorbidità. Gli studi clinici sulla sicurezza cardiovascolare dei farmaci per il diabete tipo 2 hanno portato ad un cambiamento di paradigma nel trattamento dell’iperglicemia. Due gruppi di farmaci per il diabete - agonisti dei recettori GLP-1 e inibitori SGLT-2 - hanno mostrato non solo dati di sicurezza, ma anche di efficacia nel prevenire le complicane cardio-renali in pazienti diabetici con una pregressa malattia
cardiovascolare e/o molteplici fattori di rischio. Le nuove linee guida della Società europea di cardiologia (ESC) su diabete, pre-diabete e malattie cardiovascolari, sviluppate in collaborazione con l'Associazione europea per lo studio del diabete (EASD),
contengono informazioni su una serie di argomenti che includono raccomandazioni per uno stile di vita sano, consigli dietetici e indicazioni sulla terapia. In merito a quest’ultimo aspetto, la principale raccomandazione è che gli agonisti GLP-1 e le gliflozine dovrebbero essere utilizzati come trattamento di prima linea in pazienti diabetici tipo 2 con pregresse malattie cardiovascolari o ad alto rischio di malattie cardiovascolari e renali.
Scopi di questo progetto, pertanto, sono quelli di:
1. proporre un modello di interazione costruttivo tra specialisti sull’ottimale gestione del paziente diabetico con patologie cardiovascolari e/o renali;
2. confrontarsi e interagire sulle varie possibilità diagnostico-terapeutiche per la gestione ottimale del paziente diabetico alla luce delle nuove linee guida;
3. valutare attentamente il rischio cardiovascolare del paziente con la prescrizione di esami emato-chimici e/o strumentali per prevenire eventuali complicanze cardiovascolari e renali;
4. individuare tramite un questionario predisposto ad hoc per il paziente l’andamento del proprio stato di salute al fine di migliorare l’appropriatezza prescrittiva e l’aderenza terapeutica.
5. favorire l’interazione tra diabetologo e infermiere al fine di migliorare l’assistenza al paziente ed implementare capacità tecniche, relazionali ed educative. Anche l’infermiere con una formazione di base, infatti, è necessario che aumenti le proprie conoscenze attraverso percorsi formativi dedicati. In particolare, per la gestione della persona con diabete ricoverata in ospedale devono essere previsti percorsi assistenziali condivisi tra PS, reparti di degenza e Servizio di diabetologia.



 


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