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PROGETTO “DI@NET” LA GESTIONE DEL PAZIENTE DIABETICO DALLA TEORIA ALLA REAL LIFE

PROGETTO “DI@NET” LA GESTIONE DEL PAZIENTE DIABETICO DALLA TEORIA ALLA REAL LIFE

29/03/2019

Sesto Fiorentino (FI)

Il Diabete Mellito tipo 2 è in costante crescita nella popolazione adulta dei Paesi Occidentali e interessa sempre di più soggetti già affetti da gravi comorbidità, quali l’insufficienza renale cronica, la cardiopatia ischemica cronica, l’insufficienza cardiaca, le vasculopatie cerebrali, le epatopatie croniche, le neuropatie centrali e periferiche o le patologie neoplastiche. La stessa età geriatrica rende particolarmente insidiosa la gestione clinica della malattia diabetica. Tutte queste condizioni, di frequente riscontro nella pratica diabetologica ambulatoriale, configurano un fenotipo di paziente diabetico particolarmente vulnerabile.
In questo contesto, infatti, non è solo necessario prevenire le complicanze micro e macrovascolari tipiche del diabete, ma anche cercare di evitare accuratamente le ipoglicemie e di influire negativamente sul decorso clinico di eventuali comorbidità. Infatti, queste ultime e le terapie farmacologiche concomitanti spesso controindicano l’adozione di un particolare regime ipoglicemizzante orale. Numerose altre barriere ostacolano un efficace processo di cura della malattia diabetica.
 
Fortunatamente, l’ampliamento dell’armamentario terapeutico antidiabetico consente oggi al clinico di poter scegliere tra terapie sempre più sicure e tollerate, con un basso rischio di ipoglicemia e con un impatto favorevole sul rischio cardiovascolare. Tali farmaci, ed in particolare i GLP1 mimetici, presentano vantaggi innegabili sulla riduzione del peso, e sulla durability di tale terapia, che ampiamente compensano la modalità iniettiva di somministrazione degli stessi, peraltro su base settimanale in alcune molecole. La maggiore varietà terapeutica rispetto al passato pone, tuttavia, il problema di una maggiore complessità della scelta della terapia ipoglicemizzante iniettiva specie quando si ricerca una sempre maggiore personalizzazione del processo di cura, come auspicato dalle società scientifiche diabetologiche.
 
Gli scopi di questo progetto sono dunque quelli di:
 
1. proporre un modello di interazione costruttivo tra specialisti sull’ottimale gestione del paziente diabetico complesso, cioè avente patologie cardiovascolari e/o nefrologiche;
 
2. confrontarsi e interagire sulle varie possibilità diagnostico-terapeutiche per la gestione ottimale del paziente diabetico dopo il fallimento della terapia con metformina, in caso di intolleranza ad essa, in caso di “fallimento” di una terapia multiiniettiva;
 
3. valutare attentamente il rischio cardiovascolare del paziente con la prescrizione di esami emato-chimici e/o strumentali per prevenire eventuali accidenti cardiovascolari;
 
4. Individuare tramite un questionario di qualità di vita predisposto ad hoc l’andamento migliorativo del proprio stato di salute. La valutazione della qualità della vita è divenuta a tutti gli effetti un indicatore fondamentale, non solo per valutare i risultati dell’assistenza diabetologica, ma anche per stabilire l’efficacia di nuovi trattamenti nell’ambito di sperimentazioni cliniche controllate. Nel misurare la qualità della vita legata allo stato di salute, esiste ampio consenso riguardo alla sua natura soggettiva, multidimensionale e agli aspetti che hanno maggiore probabilità di essere influenzati dalle malattie e che quindi devono essere sempre considerati. Aspetto importante è migliorare l’appropriatezza prescrittiva e l’aderenza terapeutica e aumentare il livello di compliance dei pazienti.
 
5. Creazione di un team multidisciplinare tra Specialista Diabetologo e l’infermiere di reparto, responsabile dell’assistenza generale infermieristica che comprende capacità tecniche, relazionali ed educative. Diventa indispensabile che anche l’infermiere che opera nei vari ambiti di assistenza con una formazione di base aumenti le proprie conoscenze attraverso percorsi formativi e/o attraverso l’interazione e l’integrazione interprofessionale, ad esempio tramite la consulenza infermieristica. Per la gestione della persona con diabete ricoverata in ospedale devono essere previsti percorsi assistenziali condivisi tra PS, reparti di degenza e Servizio di diabetologia.

L'evento è in programma a Sesto Fiorentino (FI) presso Novotel Firenze Nord Aeroporto in collaborazione con ASTRAZENECA


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