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PROGETTO DIAPASON - DIAbete, iPertensione, dislipidemiA, ScOmpeNso cardiaco

PROGETTO DIAPASON - DIAbete, iPertensione, dislipidemiA, ScOmpeNso cardiaco

01/02/2019

Ponte Taro (PR)

La gestione di pazienti ad alto rischio cardiovascolare rappresenta ad oggi un modello di lavoro integrato tra specialisti dove la scambio di informazioni ed il coordinamento delle varie figure coinvolte è fondamentale per ottimizzare i risultati terapeutici ed utilizzare in modo razionale le risorse disponibili. La prevenzione cardiovascolare, priorità indicata dalla linea guida, e la gestione della terapia in pazienti con plurime problematiche, sottoposti a procedure sempre più complesse, è essenziale per stilare rapidamente un percorso diagnostico, per instaurare precocemente le terapie farmacologiche e interventistiche ottimali e di gestire il follow-up.
Ipertensione ed ipercolesterolemia contribuiscono in modo determinante ad aumentare il rischio cardiovascolare globale. Tuttavia, nonostante un’ampia disponibilità di trattamenti farmacologici
antipertensivi ed ipolipemizzanti, solo il 25-30% dei pazienti ad elevato rischio cardiovascolare raggiunge i target di controllo pressorio e lipidico. Le ragioni di questa situazione sono complesse, ma un elemento centrale è rappresentato dalla ridotta aderenza dei singoli pazienti alle prescrizioni terapeutiche. In effetti, la scelta della terapia anti-ipertensiva ed ipolipemizzante deve essere, necessariamente, personalizzata ed ottimizzata in rapporto ai livelli pressori e della colesterolemia, tenendo in debita considerazione il profilo complessivo di rischio cardiovascolare. In questo difficile scenario clinico le combinazioni precostituite di farmaci efficaci nella riduzione dei valori pressori rappresentano una rilevante opportunità.
Lo scompenso cardiaco ha raggiunto proporzioni di una vera e propria epidemia; si stima che i pazienti affetti da scompenso cardiaco siano oltre 15 milioni in Europa e oltre 730.000 in Italia, un numero che è destinato a crescere. Lo scompenso cardiaco rappresenta già ora la principale causa di ospedalizzazione e, di fatto, la morbilità e la mortalità di questa sindrome superano quelle di molte neoplasie, nonostante i miglioramenti ottenuti fino ad oggi nel management dei pazienti ambulatoriali. In questo scenario, l’introduzione di farmaci atti a modulare l’attivazione neuro-ormonale tipica del cuore scompensato, come i beta-bloccanti e gli ACE-inibitori (ACE-I), ha comportato un netto miglioramento della sopravvivenza e dei tassi di ri-ospedalizzazione dei pazienti affetti da scompenso cardiaco di qualsiasi eziologia.
Nel percorso diagnostico-terapeutico di questo paziente, le linee-guida nazionali e internazionali giustamente insistono innanzitutto sulla necessità di una corretta stratificazione del rischio, avvalendosi di una serie d’indagini di laboratorio e strumentali, il cui valore diagnostico e prognostico sarà oggetto di relazioni e discussioni interattive su casi clinici ed esperienze condivise durante l’incontro informativo. La terapia ipoglicemizzante, antipertensiva e ipolipemizzante costituisce il trattamento cardine per la cura e la prevenzione delle malattie cardio e cerebrovascolari nel paziente diabetico e/o dislipidemico ad alto rischio cardiovascolare. Il crescente riconoscimento dell’importanza dell’aderenza terapeutica nella pratica clinica sta progressivamente portando ad una rivisitazione critica di consolidati comportamenti e convinzioni che riguardano la terapia farmacologica nonché ad un aggiornamento dei modelli organizzativi ed assistenziali nel paziente ad alto rischio cardiovascolare con pluri-comorbilità (ipertensione di difficile controllo, dislipidemia e diabete). Attraverso la disamina delle recenti Linee Guida ed il confronto con i partecipanti, questo progetto educazionale intende affrontare ed approfondire le tematiche relative alla gestione dell’aderenza farmacologica in questo setting di pazienti. La gestione del paziente complesso richiede spesso l’intervento del medico Specialista, ma in costante alleanza terapeutica con il Medico di Medicina Generale. In tal senso è importante che i Medici di Medicina Generale e gli specialisti del territorio di riferimento abbiano un unico metodo condiviso e sinergico, fondato sull’evidence based medicine e volto al raggiungimento dei target terapeutici e alla persistenza nel tempo dei risultati clinici e della adesione al trattamento.

Il corso è in programma i prossimi 01 e 02 febbraio presso Hotel San Marco di Ponte Taro (PR) in collaborazione con SERVIER.


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