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PROGETTO PRADness Appropriate treatment and use on Atrial Fibrillation Therapy

PROGETTO PRADness Appropriate treatment and use on Atrial Fibrillation Therapy

07/02/2019

Palmanova

La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più frequente e la sua prevalenza aumenta progressivamente con l’età, risultando quindi frequente nel paziente anziano, nel quale si associa
inoltre ad un rischio elevato di embolizzazione cerebrale. L’ictus cardioembolico rappresenta, infatti, una delle patologie più rilevanti per frequenza e gravità che gli operatori sanitari (neurologi,
cardiologi ed internisti) si trovano ad affrontare nel paziente anziano. L’incidenza è infatti in progressivo incremento e le problematiche ad essa correlate assumono un ruolo di primaria
importanza, sia dal punto di vista clinico (in termini di morbilità e mortalità), sia per l’impatto economico che la gestione di questa patologia impone all`intero Servizio Sanitario.
Dal punto di vista clinico, il paziente con ictus cardioembolico secondario alla presenza di fibrillazione striale rappresenta spesso un problema complesso, in quanto pone ai medici curanti
differenti ordini di problemi, che comprendono gli aspetti diagnostici, di inquadramento eziologico, di trattamento e di prevenzione, sia primaria che secondaria. Un aspetto particolare della gestione
Progetto PRADNESS Appropriate treatment and use on Atrial Fibrillation Therapy clinica delle problematiche cardioemboliche cerebrali e rappresentato dalla prevenzione e cura nei
pazienti anziani con fragilità clinica ed assistenziale.
La prevenzione degli eventi cardioembolici nel paziente anziano risulta spesso assai complessa, particolarmente per le problematiche connesse alla Fibrillazione atriale. Anche da questo punto di
vista sono necessarie competenze multidisciplinari che possono essere espresse solo attraverso la collaborazioni di differenti specialisti, che comprendono internisti, cardiologi, internisti, geriatri,
neurologi, al tine di valutare il rapporto rischio beneficio delle terapie di profilassi, e particolarmente della terapia anticoagulante orale.
Da questo punto di vista la disponibilità di nuovi anticoagulanti orali, per le loro caratteristiche specifiche di efficacia e tollerabilità, rappresenta una opportunità terapeutica di estremo interesse
per il paziente anziano, per il quale, non raramente la terapia anticoagulante effettuata con antagonisti della vitamina K comporta numerosi problemi sia clinici che organizzativi.
A distanza di quattro anni, è necessario fare un punto ed ottimizzare le scelte dei nuovi anticoagulanti con un lavoro di squadra.

L'evento è in programma il prossimo 7 Febbraio presso l'Ospedale di Palmanova in collaborazione con BOEHRINGER INGELHEIM


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