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Dalla prevenzione, ai fattori di rischio alle nuove terapie nel paziente complesso: toolbox per lo Specialista

Dalla prevenzione, ai fattori di rischio alle nuove terapie nel paziente complesso: toolbox per lo Specialista

10/11/2018

Alberobello (BA)

Il deterioramento cognitivo lieve è un deficit della memoria clinicamente significativo rispetto al livello atteso per età e istruzione, che non interferisce con le attività quotidiane di una persona. Il deterioramento cognitivo non coinvolge le funzioni cognitive generali né le abilità funzionali (come invece la demenza), ma deve essere considerato un campanello di allarme rispetto a un quadro di normale invecchiamento.
Sebbene la progressione del deficit si riveli spesso benigna o inesistente, il deterioramento cognitivo potrebbe infatti precedere una forma di demenza, in particolare la malattia di Alzheimer. Indagare su una perdita di memoria rilevante nell’anziano, significa dunque poter diagnosticare una demenza in modo precoce e intervenire sulla progressione della malattia o quanto meno su alcuni sintomi. Il deterioramento cognitivo nell'anziano riconosce varie cause, tra cui le più importanti sono rappresentate dalle malattie neurodegenerative e dalle malattie cerebrovascolari. In considerazione della povertà attuale delle terapie introdotte una volta che il deficit si è manifestato, viene attualmente sottolineata l'importanza del riconoscimento precoce del declino cognitivo e dei suoi fattori predisponenti. L'esame clinico, la valutazione neuropsicologica e l'effettuazione di accertamenti strumentali mirati, consentono di identificare i soggetti a rischio, in modo da intraprendere una prevenzione personalizzata. Ulteriore spunto verrà fornito dalle recenti evidenze scientifiche che hanno rilevato che un sonno disturbato o di scarsa qualità ha effetti negativi sull’umore e sull’ansia (es. maggiore probabilità di sviluppare disturbi depressivi o d’ansia o disturbi psichici in generale), sulla salute in generale (aumenta il rischio di sviluppare ipertensione, altre patologie cardiovascolari, neurodegenerative, neurologiche, metaboliche come diabete e obesità, immunologiche, reumatologiche) e sulle performance lavorative e scolastiche in generale (incrementando per esempio il numero di incidenti in ambito lavorativo e riducendo le capacità di prestazione in ambito lavorativo e scolastico). I disturbi del sonno ad oggi rappresentano un vero e proprio problema in ambito sociale ed economico per i sistemi sanitari. Nonostante la terapia cognitivo comportamentale sia considerata a livello internazionale l’approccio terapeutico di prima scelta per il trattamento dell’insonnia, poiché molto efficace, questo tuttavia è poco diffuso in Italia. Ancor meno diffusi sono gli approcci comportamentali per il trattamento di altri disturbi del sonno come la sindrome delle apnee, la narcolessia, i disturbi del ritmo circadiano, le parasonnie.
Da ultimo, verranno presentate le domande più idonee da rivolgere, verrà proposto un diverso approccio alla patologia per poterla affrontare e curare; verrà individuata la corretta strategia da seguire per aumentare il feeling con il proprio paziente ad esternare il problema, diagnosticarlo ed individuare la migliore soluzione.

L'evento è in programma ad Alberobello (BA) presso il Grand Hotel Chiusa di Chietri i prossimi 10-11 novembre 2018 in collaborazione con ITALFARMACO.
 


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