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WEBINAR PROGETTO REAL LIFE 2.0 - EMILIA ROMAGNA

WEBINAR PROGETTO REAL LIFE 2.0 - EMILIA ROMAGNA

17/06/2020

L’epidemia da coronavirus imperversa sull’Italia e sul resto del mondo. Una corsa contro il tempo che, al momento, sembra essere
inarrestabile. Nei pazienti deceduti e positivi al Covid-19 i sintomi di esordio più comuni sono la febbre e la dispnea (difficoltà a
respirare), mentre meno comuni sono i sintomi gastrointestinali (diarrea) e l'emottisi, l'emissione di sangue dalle vie respiratorie ad
esempio con un colpo di tosse. A dirlo è l'analisi dei dati dei 6881 pazienti italiani deceduti al 26 marzo condotta dall'Istituto Superiore
di Sanità (Iss), che aggiorna quella condotta su 105 casi resa nota il 5 marzo. Dall'analisi dei dati sui soggetti deceduti, tuttavia, emerge
anche un'altra informazione importante. Chi soffre di patologie cardiovascolari è comunque a rischio su questo fronte, magari perché
iperteso, e appare a maggior rischio di complicazioni gravi e di decesso legato all'infezione da Sars-CoV-2019. L'ultima analisi dell'Iss
conferma quanto verificato in Cina da parte del Center for disease control and prevention cinese (Ccdc) e pubblicato su JAMA. Nei
decessi italiani la comorbilità più rappresentata è l'ipertensione (presente nel 73,0% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica
(70,4%). Ora la scienza pare avere trovato un nuovo, possibile (siamo ancora nel campo delle ipotesi) legame che contribuisce a spiegare
come mai nei cardiopatici il rischio legato al Sars-CoV-2019 sarebbe maggiore: è un particolare enzima chiamato ACE2 (sigla che sta per
enzima di conversione dell'angiotensina 2) che potrebbe giocare gioca un ruolo sia nell'apparato cardiovascolare, entrando in gioco sia
nella genesi dell'ipertensione che del diabete, che nel sistema immunitario.La malattia nota come COVID-19 ('CO' per corona, 'VI' per
virus, 'D' per disease e '19' per l'anno in cui – almeno in base a quanto dichiarato dalle autorità cinesi – si è manifestata in estremo
oriente) prende il nome dal suo agente patogeno – il Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS)-CoV-2 – noto per aver effettuato –
come già nei recenti casi, sempre da coronavirus, di SARS e Middle East (ME)RS – lo “spill over” o “salto di specie”, passando quindi da
animali selvatici all’uomo. A questo proposito, i dati di fatto da cui partire sono due: 1) la persistenza di SARS-CoV-2 nell’uomo, da cui è
davvero difficile pensare, che se ne vada e 2) il grado di infettività per via aerea del SARS-CoV-2, tutt’altro che modesto, con una severità
di malattia che oltre – presumibilmente – alla carica virale, vede nel livello di comorbosità un determinante prognostico fondamentale.
Conoscere le interazioni tra comorbosità e COVID-19 è, pertanto, indispensabile: tali comorbosità, infatti, determinano la complessità
del singolo caso e, quindi:
A) la minore o maggiore facilità di contrarre l’infezione,
B) la prognosi di malattia,
C) la continuazione/rimodulazione delle cure pre-esistenti (secondo protocolli, allo stato dell’arte, tutti da definire).
In considerazione di ciò, è indispensabile conoscere approfonditamente:
• cosa è la COVID-19 e come le differenze cliniche tra paziente e paziente modulano prognosi e terapia,
• come la si previene nelle diverse realtà cliniche,
• come si cura COVID-19 e come si approccia alla complessità determinata dalle malattie concomitanti che costituiscono la storia del
singolo paziente.
Il SSN, infatti, sta resistendo grazie all’abnegazione ed al coraggio dei medici, soprattutto al nord, ma è prossimo al collasso: è stato
calcolato che il numero di accessi in terapia intensiva determinato da COVID-19 implichi un aumento x 50 volte rispetto al periodo
pre-COVID-19. La severità di malattia, a sua volta, è fortemente influenzata dalle comorbosità. Pertanto, esse vanno accuratamente
considerate e trattate – caso per caso – anamnesticamente, durante e dopo il corso dell’infezione.

PROGRAMMA WEBINAR
LA GESTIONE DEL PAZIENTE COMPLESSO: CONFRONTO TRA SPECIALISTI PER GUARDARE IL FUTURO

16.00 Introduzione ai lavori e obiettivi del corso – Inizio Collegamento

16.05 COVID-19 e realtà: qual è il contesto clinico attuale
Paziente COVID-19: comorbilità e paziente cardiovascolare
Andrea Santarelli

16.30 SARS-CoV-2: dati epidemiologici, prevenzione gestione del paziente nella real life
Dalla fase 1 alla fase 2: cosa è successo e cosa ci aspetta. La gestione pratica del paziente COVID-19 e non COVID-19
Carlo Biagetti

17.30 Tavola Rotonda interattiva sulla gestione del paziente complesso con COVID-19 e non COVID-19 – Come affrontare il post-emergenza nella propria realtà quotidiana
Andrea Santarelli; Carlo Biagetti

18.15 Chiusura incontro

Il corso FAD webinar è in programma il prossimo 17 giugno presso la nostra piattaforma FAD https://fad.summeet.it con la sponsorizzazione non condizionante di CHIESI.
 


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