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PATIENT PANDEMIA POPULATION Dalla distanza sociale, alla vicinanza, alla presa in carico del paziente, alle comorbilità. Consigli pratici dalla real life

PATIENT PANDEMIA POPULATION Dalla distanza sociale, alla vicinanza, alla presa in carico del paziente, alle comorbilità. Consigli pratici dalla real life

11/06/2020

FAD WEBINAR

L’epidemia da coronavirus imperversa sull’Italia e sul resto del mondo. Una corsa contro il tempo che, al momento, sembra essere inarrestabile.
Nei pazienti deceduti e positivi al Covid-19 i sintomi di esordio più comuni sono la febbre e la dispnea (difficoltà a respirare), mentre meno comuni sono i sintomi gastrointestinali (diarrea) e l'emottisi, l'emissione di sangue dalle vie respiratorie ad esempio con un colpo di tosse.
A dirlo è l'analisi dei dati dei 6801 pazienti italiani deceduti al 26 marzo condotta dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), che aggiorna quella condotta su 105 casi resa nota il 5 marzo.
Dall'analisi dei dati sui soggetti deceduti, tuttavia, emerge anche un'altra informazione importante. Chi soffre di patologie cardiovascolari è comunque a rischio su questo fronte, magari perché iperteso, e appare a maggior rischio di complicazioni gravi e di decesso legato all'infezione da Sars-CoV-2019. L'ultima analisi dell'Iss conferma quanto verificato in Cina da parte del Center for disease control and prevention cinese (Ccdc) e pubblicato su JAMA. Nei decessi italiani la comorbilità più rappresentata è l'ipertensione (presente nel 73% del campione), seguita dal diabete mellito, cardiopatia ischemica, la fibrillazione atriale e la BPCO.
Ora la scienza pare avere trovato un nuovo, possibile (siamo ancora nel campo delle ipotesi) legame che contribuisce a spiegare come mai nei cardiopatici il rischio legato al Sars-CoV-2019 sarebbe maggiore: è un particolare enzima chiamato ACE2 (sigla che sta per enzima di conversione dell'angiotensina 2) che potrebbe giocare gioca un ruolo sia nell'apparato cardiovascolare, entrando in gioco sia nella genesi dell'ipertensione che del diabete, che nel sistema immunitario.
Medici, infermieri ed operatori sanitari lavorano da settimane senza sosta, secondo i ritmi dettati da un’emergenza inaspettata di cui nessuno conosce la durata. Una pressione difficile da sostenere soprattutto per chi lavora in rianimazione e nelle terapie intensive che può portare a crolli emotivi da un momento all’altro. In questo momento così difficile, anche i medici hanno bisogno, come tutti, di essere ascoltati, supportati e rassicurati: gestire lo stress e conservare l’energia fisica e psicologica è di fondamentale importanza.
La malattia nota come COVID-19 ('CO' per corona, 'VI' per virus, 'D' per disease e '19' per l'anno in cui – almeno in base a quanto dichiarato dalle autorità cinesi – si è manifestata in estremo oriente) prende il nome dal suo agente patogeno – il Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS)-CoV-2 – noto per aver effettuato – come già nei recenti casi, sempre da coronavirus, di SARS e Middle East (ME)RS – lo “spill over” o “salto di specie”, passando quindi da animali selvatici all’uomo.
A questo proposito, i dati di fatto da cui partire sono due: 1) la persistenza di SARS-CoV-2 nell’uomo, da cui è davvero difficile pensare, che se ne vada e 2) il grado di infettività per via aerea del SARS-CoV-2, tutt’altro che modesto, con una severità di malattia che oltre – presumibilmente – alla carica virale, vede nel livello di comorbosità un determinante prognostico fondamentale.
Conoscere le interazioni tra comorbosità e COVID-19 è, pertanto, indispensabile: tali comorbosità, infatti, determinano la complessità del singolo caso e, quindi:
A) la minore o maggiore facilità di contrarre l’infezione,
B) la prognosi di malattia,
C) la continuazione/rimodulazione delle cure pre-esistenti (secondo protocolli, allo stato
dell’arte, tutti da definire).
Non soltanto i polmoni. Quello che si sta scoprendo, con quasi 1.5 milioni di contagi su scala globale, è che il Coronavirus può andare oltre gli organi che regolano la respirazione. Covid-19, la malattia che ne deriva, è stata definita una polmonite interstiziale, caratterizzata da un forte processo infiammatorio nello spazio tra gli alveoli in cui avviene lo scambio tra ossigeno (necessario per mantenere le funzioni vitali) e anidride carbonica (prodotto di scarto della respirazione). Quello che ne deriva è un'alterazione delle condizioni fisiologiche, definita insufficienza respiratoria duplice e caratterizzata da un deficit di gas salvavita e da un eccesso di quello di «risulta» nel sangue.
In considerazione di ciò, è indispensabile conoscere approfonditamente: cosa è la COVID-19 e come le differenze cliniche tra paziente e paziente modulano prognosi e terapia, come la si previene nelle diverse realtà cliniche, come si cura COVID-19 e come si approccia alla complessità determinata dalle malattie concomitanti che costituiscono la storia del singolo paziente, come gestire il post-emergenza e come riorganizzarsi.
Il SSN, infatti, sta resistendo grazie all’abnegazione ed al coraggio dei medici, soprattutto al nord, ma è prossimo al collasso: è stato calcolato che il numero di accessi in terapia intensiva determinato da COVID-19 implichi un aumento x 50 volte rispetto al periodo pre-COVID-19. La severità di malattia, a sua volta, è fortemente influenzata dalle comorbosità. Pertanto, esse vanno accuratamente considerate e trattate – caso per caso – anamnesticamente, durante e dopo il corso dell’infezione.
Scopo di questa webinar, ne consegue, è dare ai discenti i consigli pratici su come, facendo tesoro di quest’esperienza epocale, gestire il paziente complesso con comorbidità nel pre, durante e post-covid.

PROGRAMMA WEBINAR
16.00 Introduzione ai lavori e obiettivi del corso – Inizio Collegamento
Carlo Cernetti, Lucio Michieletto

PAZIENTE COVID-19 E COMORBILITA’
16.00 Breaking News: Il Paziente Cardiovascolare – Complessità ai tempi del
COVID-19
Carlo Cernetti

16.20 Breaking News: Prevenzione della diffusione di SARS-CoV-2, polmonite
interstiziale e coinvolgimento multiorgano
Lucio Michieletto

16.40 Paziente fragile e comorbido ai tempi del COVID-19: come gestirlo –
Esperienza di real life
Carlo Cernetti, Lucio Michieletto

17.00 Tavola Rotonda interattiva: la gestione integrata del paziente comorbido
dall’Ospedale al Territorio all’Ospedale: come riorganizzare i propri ambulatori,
le proprie visite, le proprie diagnosi. Cosa ci ha insegnato quest’esperienza
epocale? Consigli pratici dalla rea life
Carlo Cernetti, Lucio Michieletto

18.00 Compilazione questionario ECM e Chiusura incontro

Il corso FAD è organizzato con il contributo non condizionante di LUSOFARMACO ed è in programma il prossimo 11 giugno dalle ore 16.00. La registrazione e accesso al corso potrà essere effettuata collegandosi al seguente link:  https://fad.summeet.it/


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