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PROGETTO HOT TOPICS. I DOAC nella pratica clinica quotidiana: nuove strategie terapeutiche

PROGETTO HOT TOPICS. I DOAC nella pratica clinica quotidiana: nuove strategie terapeutiche

06/06/2019

Cagliari

La fibrillazione atriale è una delle aritmie più diffuse nella popolazione generale soprattutto negli anziani, e con un indice di incremento di frequenza che arriva fino a un 4/5% nella popolazione generale. La FA (fibrillazione atriale) si correla a scompenso cardiaco ma soprattutto a eventi ischemici cerebrali, purtroppo assai frequenti in quei pazienti dove la terapia anticoagulante risultate essere inefficace e/o non appropriata.
I nuovi anticoagulanti orali (NAO) rappresentano una significativa evoluzione e progresso nella terapia come sentendo una maggiore efficacia, facilità d'uso nonché compliance da parte dei pazienti in confronto ai vecchi dicumarolici. Peraltro recenti studi hanno dimostrato che nel nostro paese i NAO (Nuovi Anticoagulanti Orali) sono ancora ampiamente sottoutilizzati, probabilmente per ancora scarsa conoscenza e difficoltà procedurali AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). La gestione di pazienti complessi rappresenta ad oggi un modello di lavoro integrato tra specialisti dove la scambio di informazioni ed il coordinamento delle varie figure coinvolte è fondamentale per ottimizzare i risultati terapeutici ed utilizzare in modo razionale le risorse disponibili.                                 
La prevenzione cardiovascolare, priorità indicata dalla linea guida, e la gestione della terapia in pazienti con plurime problematiche, sottoposti a procedure sempre più complesse, rende necessaria la stretta collaborazione tra specialisti in modo da creare una “rete” ospedale – territorio in grado di individuare i pazienti a più alto rischio, di stilare rapidamente un percorso diagnostico condiviso, di instaurare precocemente le terapie farmacologiche e interventistiche ottimali e di ottimizzare il follow-up. Attualmente le farmacoterapie di prevenzione del rischio cardio-cerebrovascolare e fibrillazione atriale, pur sostanzialmente efficaci, hanno aspetti talora difficili nel contesto della gestione della pratica clinica.   Il tromboembolismo in senso lato rappresenta una delle problematiche più delicate della gestione, sia per il medico che per il paziente.
A circa 50 anni dall’introduzione della terapia anticoagulante orale con dicumarolici – TAO (Terapia Anticoagulante Orale) – si configurano nuove prerogative farmacologiche finalizzate a rendere detta terapia più efficace e di più semplice gestione. In considerazione di ciò il trattamento del rischio cardio-cerebrovascolare nei pazienti con fibrillazione atriale implica un aggiornamento sul tema ed un approfondimento di alcuni elementi chiave che coinvolgono aritmia e gestione clinica della TAO (Terapia Anticoagulante Orale) stessa.
Dabigatran appartiene ad una nuova generazione di anticoagulanti orali approvati nel corso degli ultimi anni che offrono a medici e pazienti una più vasta gamma di opzioni per curare malattie tromboemboliche e per prevenire l’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Dabigatran è l’unico tra i nuovi anticoagulanti orali che agisce esercitando un’azione diretta inibitrice sulla trombina. Per quanto non frequenti nei pazienti trattati con dabigatran, può verificarsi un evento di sanguinamento maggiore, anche pericoloso per la vita. Oppure, può verificarsi che pazienti in trattamento cronico con dabigatran, debbano sottoporsi ad interventi chirurgici in emergenza. Oggi è finalmente disponibile idarucizumab, utilizzabile come antidoto specifico per dabigatran. L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha recentemente espresso parere favorevole alla sua immissione in commercio. Una volta legato ad idarucizumab, gli effetti anticoagulanti di dabigatran ed i suoi metaboliti attivi sono neutralizzati. Idarucizumab è specifico per dabigatran e non lega la trombina o i suoi substrati, né attiva le piastrine o converte il fibrinogeno a fibrina. Questo esclude la presenza di qualsiasi effetto collaterale e la possibilità che idarucizumab eserciti di per sé alcun effetto intrinseco anticoagulante o procoagulante. In conclusione, lo sviluppo e la commercializzazione di idarucizumab, un anticorpo monoclonale in grado di annullare rapidamente e completamente gli effetti anticoagulanti di dabigatran rappresenta indubbiamente un importante successo clinico. Idarucizumab trova indicazione in pazienti in trattamento cronico con dabigatran che presentino un sanguinamento incontrollato pericoloso per la vita o che necessitino di eseguire un intervento chirurgico maggiore o procedure diagnostiche invasive in regime di emergenza.

L'evento è in programma i prossimi 06/07/08 giugno 2019 presso T Hotel a Cagliari IN COLLABORAZIONE CON BOEHRINGER INGELHEIM.



 
 
 


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