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PRACTICE TO PREVENT. Insieme per valutare l’elevato rischio cardiorenale e prevenirlo: toolbox per lo specialista cardiologo

PRACTICE TO PREVENT. Insieme per valutare l’elevato rischio cardiorenale e prevenirlo: toolbox per lo specialista cardiologo

01/12/2018

MILANO

La malattia ipertensiva rappresenta in Italia il più rilevante fattore di rischio per infarto miocardico e/o cerebrale (prime due cause di morte nella nostra penisola), scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica e/o fibrillazione atriale. Più del 30% della popolazione italiana adulta è affetta da ipertensione arteriosa, con percentuali ampiamente superiori nelle fasce più avanzate di età e quasi il 10% tra bambini ed adolescenti che risultano già ipertesi. Sebbene nella maggior parte dei casi l’ipertensione arteriosa risulti controllata dalla terapia, circa il 35% degli italiani ipertesi presenta – malgrado la terapia – valori pressori superiori a 140/90 mmHg. Almeno il 30% degli italiani, inoltre, sono ipertesi, ma ignorano del tutto di esserlo.
Come indicato dai dati OSMED, infine, la aderenza e persistenza in terapia antiipertensiva rappresentano un problema nel problema: di 100 compresse di farmaco antiipertensivo, con ampie differenze tra classe e classe di farmaci e farmaci in combinazione fissa oppure estemporanea, i pazienti italiani ne assumono mediamente 60-70.  Quanto sopra esposto, ovviamente, ha importanti ripercussioni sull’incidenza di malattia ipertensiva – vale a dire sulla trasformazione dell’ipertensione Arteriosa in malattia vera e propria – e sulla spesa sanitaria. Per questo è fondamentale imparare a conoscere non solo come si misura la pressione arteriosa, si stadia il rischio cardiovascolare e si disegna la migliore strategia terapeutica, bensì – anzi soprattutto – come si valuta il danno d’organo e si interviene per impedirne la progressione. E’ il danno d’organo, infatti, che determina la riduzione di qualità e quantità di vita del nel paziente iperteso e/o con rischio cardiovascolare di una sia pur minima entità. È il danno d’organo, pertanto, che dobbiamo imparare a valutare, prevenire e curare.
Il progetto PRACTICE TO PREVENT, in questo ambito, si pone come trait d’union tra medicina interna e medicina ultraspecialistica, volendo approfondire con il discente le numerose possibilità diagnostiche nel contesto del danno cardiovascolare e renale e, quindi, le diversificate possibilità terapeutiche. Il percorso di PRACTICE TO PREVENT, in particolare, è disegnato in maniera tale da poter mostrare al discente sia la teoria relativa all’uso di mezzi diagnostici tradizionali ed innovativi, sia la pratica ad essi relativa sia, infine, come derivare dall’esecuzione ed interpretazione più corretta degli esami diagnostici relativi al danno d’organo la scelta terapeutica più appropriata.

Il corso è in programma il prossimo 01 dicembre 2018 a Milano presso Hotel La Gare, IN COLLABORAZIONE CON SANOFI.


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HOTEL LAGARE

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