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Progetto Real Life - Dalla diagnostica strumentale, alla diagnosi precoce, alla terapia in tema di tromboembolismo arterioso e venoso al toolbox per lo specialista

Progetto Real Life - Dalla diagnostica strumentale, alla diagnosi precoce, alla terapia in tema di tromboembolismo arterioso e venoso al toolbox per lo specialista

30/11/2018

Coccaglio (BS)

La trombosi venosa profonda è una condizione che ogni anno nella popolazione generale colpisce una persona su mille. Spesso non si manifesta con sintomi evidenti, in alcuni casi è difficile da diagnosticare e può dare luogo a conseguenze gravi come l’embolia polmonare (ostruzione acuta che può essere completa o parziale di uno o più rami dell’arteria che porta sangue ai polmoni) o l’insufficienza venosa cronica. È noto che alcune condizioni, come l’immobilità o la gravidanza, aumentano il rischio ed è importante quindi mettere in atto tutti i mezzi di prevenzione disponibili. La trombosi venosa profonda (TVP) degli arti inferiori è la più frequente espressione di trombosi venosa e l’embolia polmonare (EP) ne è la conseguenza più temibile, spesso mortale. In totale (casi intra- ed extraospedalieri) si stima che l’incidenza del tromboembolismo venoso (TVP + EP) sia di 117 casi/100.000; la mortalità dell’EP è elevata, raggiungendo il 15% entro i tre mesi dall’evento acuto (in un quarto dei casi si manifesta come morte improvvisa). Un’importante complicanza della TVP è la sindrome post-trombotica, che può causare dolori ed edema persistente a carico dell’arto. Il tromboembolismo venoso ricorre in media nel 20% circa dei casi nei 5 anni successivi all’evento acuto, ma questa percentuale varia notevolmente in base alla presenza di fattori di rischio per le recidive (vedi paragrafo successivo). L’incidenza nell’ambito della Medicina Generale, secondo i dati estratti da un importante database britannico, è di 74,5 casi per 100.000 2. Questo dato è molto simile a quello rilevato analizzando il Database Health Search: 84 casi per 100.000. L’incidenza aumenta con l’età, come evidenziato nella figura 1, passando da un minimo di 11 casi per 100.000 tra i 20 e i 29 anni, ai 263 casi per 100.000 tra gli 80 e gli 89 anni. Per ogni fascia d’età l’incidenza risulta superiore nel sesso femminile. L’obiettivo di questo meeting è quello di condividere tali conoscenze e di proporre possibili insoliti scenari clinici che possano complicare ulteriormente la gestione del paziente in trattamento con un nuovo anticoagulante orale diretto, privilegiando la discussione e l’interazione tra coagulologi, specialisti d’organo, emergentisti e medici di medicina generale.

L'evento è in programma presso l'Hotel Touring a Coccaglio (BS) i prossimi 30 novembre e 01 dicembre 2018 in collaborazione con Boehringer Ingelheim e Mediolanum Farmaceutici.


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