22/06/2017
RIVOLI (TO)

Progetto “ONE MAN BOARD” – Tavole Rotonde Interattive La gestione del paziente affetto da DM2 secondo scienza e co(no)scienza

L'evento

La gestione di pazienti complessi rappresenta ad oggi un modello di lavoro integrato tra specialisti dove la scambio di informazioni ed il coordinamento delle varie figure coinvolte è fondamentale per ottimizzare i risultati terapeutici ed utilizzare in modo razionale le risorse disponibili. La prevenzione, priorità indicata dalla linea guida, e la gestione della terapia in pazienti con plurime problematiche, sottoposti a procedure sempre più complesse, rende necessaria la stretta collaborazione tra specialisti in modo da creare una “rete” ospedale – territorio in grado di individuare i pazienti a più alto rischio, di stilare rapidamente un percorso diagnostico condiviso, di instaurare precocemente le terapie farmacologiche e interventistiche ottimali e di ottimizzare il follow-up. I soggetti con diabete tipo 2 (DMT2) sono considerati pazienti ad alto rischio cardiovascolare e le complicanze cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità in questa popolazione. La connessione tra diabete e malattia macrovascolare è così forte che le linee guida del National Cholesterol Education Program hanno elevato il diabete a livello di “equivalente di rischio cardiovascolare”. Nel corso degli ultimi anni sono stati inseriti nell’armamentario farmacologico per il paziente diabetico due nuove classi di farmaci che agiscono sul sistema delle incretine: la prima coinvolge l’uso di peptidi sintetici con effetti glucoregolatori simili a quelli del GLP-1 endogeno (agonisti del recettore del GLP-1); la seconda utilizza gli inibitori della dipeptidil-peptidasi (DPP)-4, piccole molecole che inibiscono l’attività proteolitica dell’enzima DPP-4 e incrementano le concentrazioni endogene del GLP-1 e del GIP.
 
Nel primo incontro, verranno presentate le domande più idonee da rivolgere, verrà proposto un diverso approccio alla patologia per poterla affrontare e curare; da ultimo verrà individuata la corretta strategia da seguire per aumentare il feeling con il proprio paziente (dalla giovane età fino alla terza età) e portarlo ad esternare il problema, diagnosticarlo ed individuare la migliore soluzione. L’incontro con il paziente esige da sempre un’apertura da parte del curante, infermiere o medico. Nell’incontro con il paziente si devono mettere in gioco competenze tecniche e competenze relazionali, dirigendo la nostra attenzione nella maniera più efficace possibile per aiutare il paziente a prendersi cura di sé e a gestire la propria malattia in sintonia con team curante. Questo incontro è marcato dalle caratteristiche di personalità di entrambi: paziente e curante, ma anche dal contesto organizzativo, dalle relazioni interne all’equipe, dalle nostre aspettative.
A ciò si aggiunge la complessità della malattia cronica che richiede al curante – più di altre patologie -  di relazionarsi anche al vissuto di malattia. La persona con il diabete è una persona con un alto rischio cardiovascolare. L’impiego di farmaci che sono sicuri da questo punto di vista e che non diano un rischio ipoglicemico rappresenta una scelta inderogabile nella terapia del diabete. L’ipoglicemia è una evenienza frequente e pericola. Utilizzare farmaci che non hanno un rischio di ipoglicemia al fine di mettere in sicurezza il paziente diabetico.
Nel secondo incontro con l’ausilio di esperti di comunicazione, verranno fornite tutte le metodologie, le istruzioni e i passi da seguire, per affrontare al meglio il problema con il proprio paziente. Verranno presentate le domande più idonee da rivolgere, verrà proposto un diverso approccio alla patologia per poterla affrontare e curare. La capacità di esprimere e sostenere le proprie idee spesso è altrettanto importante quanto le idee stesse. A volte essere chiari non è sufficiente per raggiungere i propri scopi sia nelle relazioni personali sia nel lavoro con colleghi, superiori, collaboratori, clienti ma anche in occasioni di convegni e conferenze.  È necessario essere convincenti e in grado di comprendere e anticipare gli interlocutori prestando attenzione ai numerosissimi segnali verbali e non verbali, presentando le idee in modo comprensibile, gestendo e controllando obiezioni. Da ultimo il corso si propone di esplorare a livello teorico ed esperienziale le tecniche che permettono una fluidità comunicativa efficace.

L'evento, che si svolgerà a Rivoli (TO) il 22 giugno e il 19 ottobre 217, è realizzato grazie al contributo non condizionato di Astrazeneca.

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